giovedì, 17 gennaio 2008

La sera in cui morì mio padre


Stavo spegnendo il pc quando sentii che mi chiamava dal cortile. Scesi giù per le scale e lo raggiunsi. Era caduto a terra. Provai ad aiutarlo ma era troppo pesante. Andai a chiamare il vicino di casa. In due riuscimmo a metterlo in piedi. Disse che gli girava un po' la testa e si sarebbe seduto sulla sedia, quella accanto alla cuccia del cane. Ringraziò il vicino dicendogli che poteva tornarsene a casa tranquillo.

Saliamo in casa, papà!” gli dissi.

Lui non volle ascoltarmi e si avvicinò al cane per dargli dei biscotti. Era sceso apposta per quello.

Erano i primi giorni di dicembre. Ero vestita troppo leggera per stare fuori. Sentivo un freddo insopportabile. Decisi di salire in casa e lasciare la porta aperta. Ogni tanto uscivo sul balcone a tener d'occhio papà.

Quando sentii nuovamente la sua voce corsi subito giù. Stava sdraiato a terra, prono, vicino al cane legato. Era accaduto proprio quello che un attimo prima mi aveva attraversato il cervello: “E se cadesse vicino al cane, come farei ad aiutarlo?”

Quel cane era aggressivo. Pericoloso. E per lui io ero un'estranea.

Papà, stai male?” urlai.

Lui borbottava qualcosa che non riuscivo a capire. Nella penombra vidi che le sue gambe si agitavano.

Salii a chiamare il 118, avvisando che c'era il problema del cane.

Non potevo avvicinarmi a papà. Non sapevo cosa fare mentre aspettavo. Chiamai il vicino ma non mi sentì. Chiesi aiuto alla famiglia della ragazza che studiava da infermiera. Lei scese e venne con me, ma non potè fare nulla.

Il tempo era svanito, inghiottito da un buco nero. La mia mente era paralizzata. Ibernata.

Quando arrivarono quelli del 118 non osarono avvicinarsi al cane. Attirai la sua attenzione su di me. Ciò permise loro di spostare mio padre, ma tutti i loro sforzi non gli salvarono la vita.


postato da: Morganik alle ore 21:08 | Permalink | commenti (5) | commenti (5) (pop-up)
categoria:racconti, autobiografia