
Una dopo l'altra le gocce cadono nel bicchiere. Il flaconcino di Lexotan è quasi vuoto. Lo posa sul tavolo. Prende la bottiglia di plastica e versa l'acqua minerale nel bicchiere. L'acqua, origine della vita. Minimamente mineralizzata. Microbiologicamente pura. Può avere effetti diuretici. Riempie il bicchiere quasi fino all'orlo e lo posa al centro del tavolo. Prende in mano la penna e scrive sul foglio di carta a righe.
"Caro Riccardo,
non posso più vivere così.
Non voglio più soffrire.
Ci siamo amati tanto
ma ora tu ami un'altra.
Esco di scena per sempre.
Non voglio più vivere.
Addio.
Teresa"
Si alza in piedi. Prende il bicchiere ed esce dalla cucina.
Mentre cammina a piedi nudi verso il bagno sente la sua vicina di casa cantare: "... tu mi fai girar come fossi una bambola...".
Posa il bicchiere sul bordo della vasca piena d'acqua. Si sfila l'accappatoio e lo lascia scivolare a terra. Si immerge nella vasca, con la biancheria intima addosso. Sente la sua vicina parlare ad alta voce. Sente la sua voce ma non riesce a capire ciò che sta dicendo. Una sola parola riesce a comprendere: "Verità".
Prende il bicchiere. Tenendolo tra le mani ci guarda dentro come se fosse un pozzo buio e profondo. Lo avvicina alle labbra. Un suono improvviso la spaventa. Rimane immobile. Il suono si ripete. E' il suono del suo campanello. Qualcuno bussa alla sua porta.
"Signora Teresa, è in casa?
Signora Teresa, sono Marco, il suo vicino."
Suona ancora il campanello.
"Signora, devo chiederle un favore...
E' una cosa importante! E' urgente!
Signora Teresa!"
Bussa ancora.
Teresa posa il bicchiere ed esce dalla vasca.
"Signora Teresa!"
Suona ancora il campanello.
"Sto arrivando!" grida Teresa infilandosi l'accappatoio.
Apre la porta. Davanti a lei c'è Marco visibilmente imbarazzato.
"Scusi se la disturbo, signora Teresa..."
"E' successo qualcosa?" chiede lei.
"No. Cioè, sì. Ma nulla di grave... Sono rimasto chiuso fuori e dovrei passare dal suo balcone."
"Ah! Nessun problema. Entra!"
"Per fortuna era in casa!" esclama Marco entrando nell'appartamento.
"Sì... non dev'essere bello chiamare i pompieri per dirgli di essersi chiusi fuori."
"No. Direi proprio di no. Poi in casa c'è Elena bloccata a letto. Ha avuto il colpo della strega e non può muoversi."
"Oh, mi dispiace. Dalle un bacio da parte mia."
Teresa entra in cucina e apre la porta del balcone. Quando si volta vede Marco fermo davanti al tavolo.
"Scusi, Teresa. Credevo fosse una delle sue belle poesie e così ho letto..." dice Marco con tristezza.
"Non ho parole, Marco... Quelle che hai letto sono le mie ultime parole."
Marco le si avvicina e le prende le mani.
"Signora Teresa, mi ascolti... non ne vale la pena. Anch'io in passato stavo per farlo... prima di conoscere Elena. La prego, mi ascolti... tutto passa. Si trova sempre una soluzione. E poi lei è nostra amica... io ed Elena le staremo vicini."
Una lacrima scivola sul viso di Teresa.
Marco l'abbraccia forte e poi la guarda negli occhi.
"Domani sera è invitata a cena da noi, va bene?"
Le labbra di Teresa disegnano un dolce sorriso.
"Grazie caro, sei un angelo..."
Marco le sorride.
"Tu ed Elena siete due angeli... Cucinerò io per voi. Mi fa piacere cucinare per gli amici."
"E a noi fa piacere mangiare i suoi piatti squisiti!" esclama Marco sorridendo.
"Ora devo scavalcare il balcone altrimenti Elena penserà che sono caduto di sotto!"
"Stai attento!"
In un attimo Marco è già dall'altra parte. Si volta indietro e vede Teresa che si affaccia.
"Tutto bene, Marco?"
"Benissimo. E lei?"
"Va molto meglio, grazie!"
"Allora domani sera l'aspettiamo!"
"Ci sarò. A domani!"
Teresa rientra in casa. Con passo deciso raggiunge il bagno e svuota il bicchiere dentro la vasca.